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Il termine Prigioniero di Guerra indica coloro che vengono catturati dall’esercito avversario durante una regolare azione di combattimento. Le Convenzioni di Ginevra che ne regolano la materia, concedono al prigioniero di guerra alcuni diritti fondamentali, come quello all’alimentazione, alle cure sanitarie e alla fuga. Il prigioniero di guerra, infatti, ha diritto di tentare la fuga e di impegnare quante più forze possibile del nemico per la sua cattura. Gli ufficiali sono esentati dal lavoro manuale, mentre soldati e graduati di truppa possono essere obbligati al lavoro manuale forzato.
Nel regolamento T-SHAPE se si viene nuovamente colpiti, dopo essere stati feriti, oppure il medico ha finito i kit medicati a disposizione, si passa alla condizione di Prigioniero di Guerra (POW – Prisoner of War). Quindi si viene trasferiti ed accolti in un Campo di Prigionia.
Arrivati al campo verremo privati di tutte le nostre attrezzature. Saremo posti in condizione di sicurezza e rinchiusi all’interno di un recinto di contenimento. Prima di essere rinchiusi i nuovi prigionieri verranno allineati al centro del piazzale del campo, ed il Comandante terrà un discorso di presentazione, farcito di ironia ed enfasi su come non vi sia alcuna via di fuga.
In seguito il Comandante del campo riceverà i singoli capo squadra (team leader) nel suo ufficio per discutere delle richieste e necessità della truppa. Verranno registrati i nomi degli operatori catturati ed il Team di appartenenza. In seguito saranno comunicati ai relativi RT per avviare i negoziati. Questo può essere un momento utile per raccogliere informazioni per una possibile evasione (se il regolamento lo consente).
I prigioniero, nel caso non vengano rispettate le Convenzioni di Ginevra, potrà essere “torturato” dai suoi aguzzini. Dopo circa tre ore di prigionia, i carcerieri inizieranno le torture. Per torturare il prigioniero lo si potrà rinchiudere in una gabbia angusta, legarlo a pali o altre sofferenze plateali con realismo scenico, al fine di rappresentare i maltrattamenti in corso.
La tortura non potrà superare i trenta minuti. Finito il primo ciclo di tortura il prigioniero viene riaccompagnato in cella. Se entro un ora ancora non sarà liberato da una Squadra di Recupero. Subirà un secondo ed ultimo ciclo di torture, dopo il quale sarà dichiarato ferito, gli sarà apposto un cartellino indicante il suo stato di ferito. Quando si riuscirà a liberarlo, necessiterà di un kit medico e dovrà essere curato dal medico della Squadra di Recupero o l’evacuazione sarà impossibile.
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